Allarme cimici

Veneto: una task force contro la cimice asiatica

Al momento non si conoscono rimedi definitivi contro la cimice asiatica e la sua invasione, che causa non solo fastidi ma anche danni, specie all'agricoltura. Per risolvere è prevista una task force fatta di ricercatori

Cimice asiatica
Cimice asiatica (Claudio Divizia | shuttetstock.com)

VENEZIA – La cimice asiatica sta diventando un serio problema. Non solo perché risulta invasiva e molesta, ma perché metta anche a rischio le colture. Purtroppo, al momento non esistono interventi definitivi per contrastare la cimice asiatica, vorace insetto originario dell'Estremo oriente, rapidamente diffusosi in Europa a partire dal 2012 e che aggredisce frutteti e seminativi. La misura più efficace per limitare i danni e ridurre l'uso di insetticidi chimici risulta essere il posizionamento di reti antigrandine e reti antinsetto, in modo da chiudere i bordi degli appezzamenti.

Infestanti
Lo studio di monitoraggio su insediamento e comportamenti del temuto insetto (Halymorpha halys) affidato dalla Regione Veneto al Dipartimento di agronomia dell'Università di Padova ha prodotto per ora questa prima evidenza: le cimici asiatiche infestano e danneggiano soprattutto i margini degli appezzamenti. Ma ulteriori strategie sperimentali sono già allo studio. Se ne parla oggi a Cittadella, a villa Rina, al convegno su 'Cimice asiatica: aggiornamento su biologia, diffusione e tecniche di difesa in Veneto', promosso dall'assessorato all'Agricoltura del Veneto, in collaborazione con il Comune di Cittadella e l'università di Padova.

Mappata le presenza
«Il lavoro dei ricercatori dell'università di Padova e dei servizi fitosanitari della Regione Veneto ha consentito di mappare la presenza di questo insetto nel nostro territorio, di osservarne l'evoluzione e di indicare possibili strategie di contenimento – dichiara l'assessore all'agricoltura Giuseppe Pan – Perciò, dopo aver finanziato il monitoraggio, ora la Giunta regionale è pronta a finanziare il progetto di ricerca sperimentale, che consentirà di mettere a punto strumenti e strategie di contenimento e/o di disinfestazione».

Il progetto finanziato
Il progetto di ricerca, del valore di 62.750 euro, prevede tre strategie: a) lo studio delle preferenze della cimice di fronte alle diverse varietà colturali; b) l'individuazione dei migliori antagonisti naturali, puntando ad allevare i parassitoidi più efficaci; c) test su prodotti di origine naturale in grado di esercitare un effetto repellente nei confronti della cimice asiatica.