La proposta

«Braccialetto elettronico per ogni richiedente asilo»

E’ la proposta del sindaco di Rovigo, il leghista Massimo Bergamin, che spiega: «Se la sera queste persone devono essere nell’alloggio che li ospita, non li si può trovare a gozzovigliare in giro per la città»

Braccialetto elettronico
Braccialetto elettronico (ANSA)

ROVIGO - «Il braccialetto elettronico per ogni richiedente asilo». E’ la proposta, destinata a fare discutere, del sindaco di Rovigo, il leghista Massimo Bergamin. «Propongo che chi è ospitato nei nostri territori venga controllato giorno e notte con strumenti elettronici all'avanguardia che consentano alle forze dell'ordine di rintracciarlo in tempo reale, e nel caso di problemi di ordine pubblico, venga opportunamente sanzionato e punito con il rimpatrio nel Paese di provenienza», dice Bergamin, che oltre a essere sindaco è anche vicesegretario del Carroccio per il Veneto.

PROVOCAZIONE DEL SINDACO LEGHISTA - «I costi - aggiunge - dovranno essere inclusi nei budget messi a disposizione per la cosiddetta accoglienza di cooperative e di altri soggetti che gestiscono i richiedenti asilo, e quindi non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini italiani». Una provocazione quella del sindaco di Rovigo, che non è nuovo a proposte ‘sopra le righe’, come quando aveva minacciato di scrivere al presidente russo Putin se prefetto, ministro Alfano e l’allora premier Renzi non avessero schierato l’esercito in città.

GLI AFRICANI NON RIPETTANO LE NOSTRE REGOLE - Lo spunto per la proposta dei braccialetti elettronici, al sindaco è arrivata da una residente di Rovigo, che si lamenta per la maleducazione di alcuni africani nella zona di galleria Balotta, protagonisti di schiamazzi, risse, bivacchi. «Si offrono vitto, alloggio, cure mediche a queste persone e quasi la cittadinanza – conclude Bergamin – a persone che spesso non rispettano alcuna regola della convivenza civile. Se la sera devono essere nell’alloggio che li ospita, non li si può trovare a gozzovigliare in giro per la città».