23 agosto 2017
Aggiornato 04:00
Il caso

Stabilimento balneare fascista a Chioggia: è polemica

Scarpa si difende: “La mia una spiaggia fascita? – ha detto –. Si è esagerato. Se quelle foto danno così fastidio, le toglierò. Di certo se mettevo le foto di Che Guevara non sarebbe successo tutto questo caos”. Sopralluogo della Digos

Stabilimento balneare fascista a Chioggia: è polemica (© ANSA)

CHIOGGIA – Sta sollevando polemiche non solo in Veneto ma anche nel resto d’Italia, la scelta fatta dal gestore dello stabilimento balneare 'Punta Canna' di Chioggia di utilizzare frasi, motti e immagini del ventennio fascista. «È incredibile che nel nostro Paese nel 2017 ci sia uno stabilimento balneare dedicato a Mussolini, al regime fascista,e dove si esaltano pure le camere a gas. E senza che ci siano state reazioni finora da parte delle autorità del nostro Paese». Così Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, che lancia un appello: «Si intervenga senza indugio: è evidente che a questo punto la concessione al ‘camerata’ gestore deve essere ritirata». Molto critica anche la sezione Anpi di Chioggia.

Nello stabilimento, effettivamente, una certa 'esaltazione' fascista c’è, con scritte sessiste, saluti romani, poster del Duce Benito Mussolini. A tentare di fare un po’ d’ordine nella faccenda, è lo stesso gestore accusato di apologia del fascimo, Gianni Scarpa: «La mia una spiaggia fascista? – ha detto a Il Gazzettino –. Si è esagerato. Se quelle foto danno così fastidio, le toglierò. Di certo se mettevo le foto di Che Guevara non sarebbe successo tutto questo caos». Scarpa non si ritiene un seguace di Mussolini: «Io non sono fascista, io sono amante della pulizia, dell'ordine e della disciplina. Essere etichettato come fascista per questo mi sembra esagerato. I miei clienti mi sostengono. Per terra non c'è nemmeno una cicca. Nessuno si lamenta. La mia è una spiaggia bellissima, pulitissima e ordinata. E poi a casa mia sono liberissimo di esprimere le mie idee».

Intanto nello stabilimento, dopo il polverone alzano da Anpi di Sinistra Italiana, è arrivata la Digos per rendersi conto di persona della situazione. E anche l’amministrazione comunale si è mossa. «Se ci saranno infrazioni alla normativa per quanto di nostra competenza - ha chiarito il vicesindaco Marco Veronese - il Comune interverrà immediatamente». Nel frattempo lo stabilimento 'Punta Canna' si sta facendo una pubblicità gratuita a livello nazionale, e i primi bagnanti spinti dalla curiosità sono già arrivati a Chioggia.