cronaca

Rapina armata in tabaccheria: negoziate immobilizzato e colpito alla testa

Uno dei due banditi, armato, ha puntato la canna della pistola sulla testa del negoziante. Gli ha ordinato di buttarsi a terra e poi lo ha colpito, con la canna dell’arma, alla tempia

Un'automobile della Polizia
Un'automobile della Polizia (Diario di Venezia)

MESTRE – Lo hanno costretto a stendersi a terra poi lo hanno immobilizzato e colpito più volte alla testa. E’ successo nel pomeriggio di lunedì, attorno alle 15.40, alla rivendita di tabacchi di via Ivancich 27. Una rapina di una violenza inaudita. Due criminali sono entrati in azione mentre dietro il bancone c’è Vincenzo Conforti, il marito della titolare, e un cliente. Uno dei due banditi, armato, ha puntato la canna della pistola sulla testa del negoziante. Gli ha ordinato di buttarsi a terra e poi lo ha colpito, con la canna dell’arma, alla tempia. Il tabaccaio ha ubbidito: una volta disteso il bandito gli ha calpestato una gamba con un piede per tenerlo fermo. Il cliente è rimasto immobile. I banditi hanno così preso tre stecche di sigarette, l’incasso del pomeriggio (400 euro) e il borsello dell’uomo e  poi sono scappati.

La fuga
Poche ore più tardi la svolta. Gli investigatori della Squadra mobile hanno sorpreso uno dei due criminali nella sua abitazione, in via Cavanis, a Chirignago, a meno di un chilometro dalla tabaccheria. Ieri mattina hanno convalidato il fermo. Si tratta di un giovane pare di etnia rom. A inchiodarlo i gravi indizi di colpevolezza raccolti nella casa in cui vive con la compagna: soprattutto la pistola impugnata durante la rapina. E' una scacciacani, priva del tappo rosso, e del tutto uguale a una semiautomatica autentica.