21 agosto 2017
Aggiornato 17:30
L'incidente

La investono e scappano, Desirée: «Ferita doppiamente»

La 26enne è stata centrata da un furgone con a bordo due uomini che, dopo essersi rassicurati sulle sue condizioni, sono fuggiti. Ha quattro vertebre rotte, ma non può assumere antidolorifici né cibo

Un'auto della Polizia (© diario di trieste)

MARTELLAGO – L’hanno investita sulle strisce, si sono rassicurati sulle sue condizioni e poi sono fuggiti. «E' come essere investiti due volte». Desirée, la 26enne di Cappella che lunedì è stata centrata da un Fiat Doblò bianco con a bordo due persone, è in un letto di ospedale. «Moralmente sono a pezzi. Vedere questi scappare così mi ha ferita doppiamente: lasciare una persona appena investita in mezzo alla strada è da vergognarsi. Se uno ha bevuto o commesso una disattenzione deve pagarne le conseguenze: bisogna avere il senso civico e il cuore di fermarsi a prestare soccorso e il coraggio di assumersi le proprie responsabilità. Nulla giustifica queste fughe».

L'incidente
Proprio così. Stava andando in bicicletta verso il centro del paese, poi, bici alla mano, ha attraversato la strada sulle strisce. In quel momento è sopraggiunto un furgone che l’ha investita facendola rovinare a terra. I due all’interno del mezzo sono scesi per sincerarsi delle condizioni della ragazza. Poi hanno detto: «Spostiamo il furgone e torniamo subito» e invece sono scappati. «Ho sentito una lunga frenata, il furgone ha sbandato verso destra e mi ha colpita sulla schiena: la mia salvezza, se fosse andato diritto mi avrebbe presa in pieno. Sono una miracolata - spiega la 26enne – Uno di loro mi ha chiesto come stessi, io gli ho risposto di no, che mi sentivo qualcosa di rotto. Loro hanno detto che non potevano lasciare il furgone in mezzo alla strada e che lo avrebbero spostato». Poi la giovane ha descritto uno dei due uomini: alto e abbronzato, capelli castano chiari lunghi e trasandati e vestito con maglia e pantaloni grigio scuro e le scarpe antinfortunistiche. «Sono certa che frequenta Maerne: lavoravo lì in un bar e l'ho visto». Elementi che la ragazza ha riferito agli agenti della polizia locale dell'Unione che stanno conducendo le indagini e che ieri hanno raccolto la sua testimonianza in ospedale. «Intanto, il conducente aveva portato il furgone nel piazzale della vicina enoteca, sulla Moglianese. Ha atteso che l'amico lo raggiungesse e, anziché tornare, sono sgommati via verso Cappella», prosegue la ragazza, che per fortuna è stata aiutata da alcuni passanti, che le hanno tolto la bici di dosso e poi condotta a casa. Il padre l'ha subito portata al Pronto soccorso di Mirano da dove è stata trasferita in Ortopedia a Dolo. «Ho quattro vertebre rotte e dolori lancinanti, ma non posso assumere antidolorifici né cibo: i medici temono un interessamento agli organi interni. Bisogna aspettare» conclude.